Diffusione del vitigno Catarratto in Sicilia

Catarratto, il cuore antico della viticoltura siciliana

Il Catarratto, con le sue radici nel Rinascimento e il suo sguardo rivolto al futuro, è molto più di un vitigno: è una narrazione identitaria che intreccia storia, cultura e paesaggio, continuando a raccontare al mondo la forza e la bellezza della Sicilia del vino. La storia del vino siciliano non si può infatti scrivere senza il Catarratto, una delle varietà più antiche e identitarie dell’Isola. Già nel Cinquecento, fonti letterarie e agronomiche documentano la presenza diffusa di questo vitigno, apprezzato per la sua generosa capacità produttiva, per l’adattabilità ai microclimi siciliani e per la qualità dei vini che se ne ricavavano. Un patrimonio che, attraverso secoli ha contribuito a definire il paesaggio agricolo, economico e culturale della Sicilia.

La sua diffusione ovviamente non è stata casuale: l’uva ha caratteristiche che la rendevano, e ancor oggi la rendono, preziosa per i vignaioli. Il suo successo è infatti legato a un equilibrio raro, è infatti un’uva che resiste alla siccità e alle principali malattie, fattori che ne hanno favorito la diffusione in quasi tutte le province dell’Isola. La sua plasticità agronomica è il motivo fondamentale per cui, nel tempo, il Catarratto è diventato sinonimo di affidabilità e qualità.

Ma se per secoli il Catarratto è stato coltivato come varietà da vino quotidiano, negli ultimi anni sta conoscendo una stagione di riscoperta e di valorizzazione. La ricerca enologica, alcune aziende pionieristiche (prime fra tutte quelle di ARCA) affiancate da enologi accorti e non ossequienti alle mode, hanno infatti rivelato la ricchezza delle sue potenzialità ed espressioni: dai bianchi freschi e fragranti, capaci di restituire l’essenza mediterranea, l’identità siciliana, a interpretazioni più complesse e longeve.

Oggi il Catarratto si propone come ponte tra memoria e innovazione, simbolo di una Sicilia che non dimentica le sue radici ma che sa rinnovarsi con visioni moderne e sostenibili. Un vino “contemporaneo” sia nelle sue declinazioni enologiche sia nelle tecniche produttive. La varietà, infatti, si presta a metodi di agricoltura sostenibile e rappresenta un asset strategico per una regione che vuole essere laboratorio di biodiversità e di tradizione viticola.

Qualche numero. Il Catarratto, che è coltivato pressoché esclusivamente in Sicilia, rappresenta oggi circa un terzo (29.000 ha) dell’intero vigneto isolano (erano circa 90.000 negli anni Novanta del secolo passato) ed è pertanto una delle principali uve bianche d’Italia e del Mondo. Esso è presente nei disciplinari di ben dodici DOC siciliane.