ARCA, il Catarratto corre veloce: dalla Sicilia al mondo

ARCA – Associazione Regionale del Catarratto Autentico ha debuttato ufficialmente al Vinitaly 2025, aprendo i lavori del Padiglione Sicilia con una presentazione che ha segnato un nuovo punto di partenza per la viticoltura dell’isola. Sei aziende familiari – Bagliesi, Caruso & Minini, Castellucci Miano, Di Bella, Feudo Disisa e Tenute Lombardo – si sono unite per valorizzare il Catarratto come vino identitario, mediterraneo e contemporaneo. Un vitigno che torna protagonista grazie a un’alleanza dinamica, fondata su visione, rigore e spirito collettivo.

Il percorso di ARCA è partito da Verona, ma non si è fermato. A Palermo, presso il Vivaio Regionale “Federico Paulsen”, la presentazione pubblica del progetto ha coinvolto istituzioni, stampa di settore e stakeholder del vino in un momento simbolico di condivisione e confronto. La masterclass condotta dal Master of Wine Pietro Russo ha messo in luce la versatilità del Catarratto: dai bianchi fermi alle riserve, dagli orange wine agli spumanti, ogni vino ha raccontato un territorio, un suolo, un’identità agricola precisa.

La coerenza stilistica e la forza espressiva delle etichette ARCA hanno ricevuto anche il riconoscimento di voci prestigiose come Danielle Callegari, editorialista di Wine Enthusiast e docente di cultura italiana negli Stati Uniti, che ha degustato i vini per il mercato americano, sottolineandone l’eleganza mediterranea e la profonda riconoscibilità enologica.

Dopo Verona e Palermo, la tappa di Catania, nel cuore del Mercato di Piazza Scammacca, ha sancito un ulteriore passo nella costruzione di una narrazione forte e condivisa. In una città simbolo della nuova sensibilità urbana ed enogastronomica, ARCA ha lanciato il proprio messaggio: il Catarratto non è un vino di quantità, ma un bianco di qualità, adatto a dialogare con mercati internazionali evoluti e pubblici consapevoli.

La conferenza stampa ha visto gli interventi del Presidente Sebastiano Di Bella, dell’enologo Tonino Guzzo, della giornalista Veronika Crecelius e del wine manager Gabriele Vitale, insieme a un pubblico qualificato di professionisti del vino, ristoratori e appassionati. La successiva masterclass ha proposto un “viaggio sensoriale” tra le sei interpretazioni del Catarratto firmate ARCA, rivelando l’ecletticità del vitigno e la coerenza valoriale del progetto.

ARCA è un laboratorio in movimento: coltiva relazioni dinamiche con mercati, istituzioni e territori, mantenendo saldi i principi contenuti nel Decalogo dell’Associazione, un manifesto etico che sancisce impegni chiari verso biodiversità, sostenibilità, prossimità e verità del vino. Il Catarratto è così riscoperto come bene comune, linguaggio agricolo e strumento di racconto per una Sicilia colta, viva e competitiva.

Il progetto, sostenuto dal PSR Sicilia – Sottomisura 3.2, dimostra che è possibile fare sistema tra cantine, territori e generazioni, e che il tempo della marginalità è finito. ARCA guarda avanti: unisce artigianato agricolo e strategia, lentezza produttiva e velocità comunicativa, per portare il Catarratto al centro delle nuove geografie enologiche globali.