Nel centro esatto della Sicilia, tra i comuni di San Cataldo e Serradifalco, a cavallo tra i 550 e i 650 metri sul livello del mare, si estendono i vigneti di Tenute Lombardo, un’azienda familiare fondata dai fratelli Gianfranco, Roberto e Salvatore Lombardo. In questo paesaggio quasi montano, lontano dal mare e circondato da colline bianche e ondulate, prende vita un’interpretazione assolutamente originale e verticale del Catarratto, qui definito con piena coscienza “d’altura”.
Questa matrice pedologica, unita a uno dei climi più continentali della Sicilia (data l’elevata distanza dal mare), crea le condizioni ideali per produrre vini di grande finezza, sapidità e longevità. Le escursioni termiche tra giorno e notte possono superare i 20°C nei mesi estivi, favorendo l’accumulo di aromi primari e la conservazione di una freschezza naturale sorprendente per un bianco mediterraneo.
“Quassù il Catarratto trova la sua seconda vita – racconta Gianfranco Lombardo –. Se per anni è stato visto solo come un vitigno da pianura e da quantità, qui dimostra invece di essere capace di precisione, tensione, mineralità. Il nostro è un Catarratto che viene dal silenzio e dalla pietra”.
Tenute Lombardo ha iniziato a lavorare sul Catarratto nel 2008, anno in cui è stato piantato il primo appezzamento dedicato esclusivamente a questo vitigno.
Le viti sono allevate a guyot su terreni acclivi, con una densità di impianto media e rese contenute. Il biotipo prevalente è il Catarratto Comune selezionato da materiali genetici aziendali, ma in fase sperimentale si stanno testando anche altri biotipi di Catarratto e nuove selezioni massali condotte in collaborazione con enti di ricerca agronomica.
Sul fronte della sostenibilità, l’azienda ha adottato un approccio agricolo rigenerativo, limitando al minimo l’intervento chimico e promuovendo una viticoltura biologica a basso impatto:
: fertilizzazione naturale con compost e sovesci, gestione dell’acqua secondo i principi della resilienza climatica, riduzione dei consumi energetici e filiera corta. Dal 2020 è attivo un progetto di monitoraggio della biodiversità all’interno dei vigneti, con l’obiettivo di reintrodurre essenze spontanee e insetti pronubi.
“La nostra scommessa è trasformare l’altitudine in identità. Il Catarratto è uno dei pochi vitigni capaci di parlare tante lingue diverse, e in montagna la sua voce diventa limpida, severa, quasi alpina.”
Gianfranco Lombardo