A Valledolmo, sulle pendici orientali delle Madonie, si trova uno dei più significativi esempi di viticoltura collinare e conservazione della biodiversità viticola in Sicilia. È qui che l’azienda Castellucci Miano, guidata da Piero Piazza, ha intrapreso sin dal principio una strada controcorrente: investire sul Catarratto come vitigno d’altura, rivalutandone la potenzialità espressiva attraverso pratiche agronomiche attente, selezioni clonali storiche e protocolli di vinificazione orientati alla longevità.
Il territorio è segnato da un’altitudine compresa tra gli 800 e i 950 metri sul livello del mare, con esposizioni diversificate che regalano ogni giorno una tavolozza climatica ideale per l’equilibrio vegetativo.
Le vigne sono gestite in conduzione integrata a basso impatto, con potature a guyot corto, inerbimenti spontanei e riduzione drastica di trattamenti sistemici. La vendemmia è sempre manuale, con raccolta in cassette e accurata selezione in vigna e in cantina.
L’adesione a ARCA è stata immediata e convinta. Castellucci Miano crede nella forza del collettivo, nella necessità di fare sistema per restituire al Catarratto il ruolo di ambasciatore dell’identità enologica siciliana.
“Il nostro compito,” sottolinea Piero Piazza, “è trasmettere memoria e futuro. Le Madonie sono la nostra montagna madre. E il Catarratto, qui, è la sua voce.”
Per noi il Catarratto non è solo un vitigno. È il codice genetico del nostro paesaggio. Lo vinifichiamo senza maschere, per far parlare la terra, il vento e la roccia.
Piero Piazza